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Canone RAI in bolletta come funziona

Il canone RAI in bolletta viene addebitato dal 2016 in base all’articolo 1 della legge numero 208 del 2015 nota anche come Legge di Stabilità, che ha introdotto la presunzione che chiunque abbia l’elettricità in casa sia dotato anche di un televisore dove si veda la RAI.

Perfino i residenti all’estero che hanno un’abitazione in Italia o gli anziani in casa di riposo devono pagare il canone. Naturalmente questa norma ha dato adito a infinite polemiche e a una raccolta di firme per abolire la gabella.

Come funziona e quanto si paga

La nuova Legge di Stabilità 232/2016 al comma 40 prevede che l’importo da pagare per il canone RAI del 2017 sia di 90 euro anziché 100 euro come l’anno scorso. Non cambia la modalità di pagamento, che verrà suddiviso in 10 rate di 9 euro ciascuna addebitate nelle bollette della luce da gennaio a ottobre. Chi riceve una fatturazione bimestrale avrà un addebito di 18 euro su ogni bolletta.

Fino al 31 gennaio 2017 si poteva pagare il canone RAI tramite modello F24 nel caso in cui nessun componente della famiglia anagrafica fosse titolare di un contratto elettrico domestico residenziale. A questo tipo di pagamento sono tenuti coloro che abitano in case multi familiari dove c’è solamente un contatore e dunque un’unica bolletta della luce. Le altre famiglie devono pagare il canone con il modello F24, così come gli inquilini che abitano in affitto e l’utenza della luce è intestata al proprietario.

Nelle bollette del tuo fornitore di energia elettrica è indicata una voce specifica relativa al canone RAI che viene applicato a tutte le utenze residenziali domestiche con tariffa D1, D2 e D3. L’addebito del canone in bolletta è dovuto a un solo nucleo familiare, ovvero a una famiglia con la stessa residenza anagrafica e verrà pagato solo una volta, anche se il canone è intestato a una persona e la bolletta della luce a un’altra.

Chi ha diritto all'esonero e cosa deve fare

Sono rari i casi in cui sia possibile evitare di pagare il canone RAI, basti pensare che persino gli anziani residenti in una casa di riposo ma ancora proprietari di un appartamento dove sia presente un’utenza della luce con annesso televisore sono costretti a pagarlo e anche chi risiede all’estero ma ha un’abitazione in Italia dove vi sia un apparecchio televisivo.

pagamento canone raiLe uniche categorie di persone che sono esentate dal pagamento del canone RAI sono coloro che dichiarano di non possedere materialmente alcun televisore oppure hanno più di 75 anni e un reddito minimo.

È sufficiente avere qualsiasi apparecchio che possa ricevere i canali RAI, perfino una vecchia tv in bianco e nero spenta da anni. Anche chi usa la televisione come monitor per il computer deve pagare il canone RAI perché sono soggetti alla tassa tutti gli apparecchi che sono potenzialmente in grado di ricevere le frequenze.

Lo stesso discorso vale per chi non guarda mai la RAI, ma c’è di buono che il canone è dovuto solamente una volta anche se si posseggono più televisori. Anche i computer, gli smartphone e i tablet sono soggetti al pagamento del canone perché possono potenzialmente ricevere il segnale del digitale terrestre ma se vengono usati solamente come telefoni, ovvero sono privi di sintonizzatore tv, non sono soggetti alla tassa.

La Legge di Stabilità ha previsto che quest’anno possono evitare di pagare il canone RAI solamente le persone che hanno più di 75 anni e sono in possesso di determinati requisiti reddituali e coloro che dimostrano di non avere una televisione. Il reddito degli over 75 e di un eventuale coniuge non deve superare complessivamente 8.000 euro annui, cifra aumentata rispetto al 2016 che era di 6713,98 euro annui. Chi non ha una televisione non è tenuto al pagamento del canone RAI e deve presentare la richiesta di esonero (quella per il 2017 è scaduta il 31 gennaio 2017).

La richiesta di esonero va rifatta tutti gli anni e il 30 giugno 2017 è scaduta quella per chiedere l’esonero dovuto al secondo semestre 2017, quindi è il momento di preparare tutti i documenti per l’esenzione del 2018 che scadrà il 31 gennaio o il 30 giugno del prossimo anno.

Cosa succede se non si paga il canone RAI

Il canone RAI è una tassa statale e va pagata come tale, l’unico modo legale per guardare i canali RAI è seguirli in streaming tramite Internet. Quest’anno la RAI ha sottolineato il fatto che non è dovuto il pagamento del canone in bolletta o tramite modello F24 a chi possiede computer, smartphone o tablet privi di sintonizzatore tv.

La nuova Legge di Stabilità ha cancellato la possibilità di neutralizzare la televisione, perché una volta era possibile rendere inutilizzabile l’apparecchio televisivo chiudendolo in un apposito involucro: un incaricato della RAI veniva nell’appartamento a sigillare il televisore, pertanto si poteva evitare di buttarlo via per non pagare il canone.

Chi si dimentica di pagare il canone RAI in bolletta limitandosi a saldare la corrente elettrica non subirà il distacco, ma verrà semplicemente sollecitato dall’Ente a versare la tassa della televisione e sarà l’Agenzia delle entrate a occuparsi del recupero del credito.

Non pagare il canone è un’evasione fiscale soggetta al Codice Penale e punita in maniera severa.

Il pagamento del canone è valido solamente a partire da luglio 2016 e gli arretrati non saranno addebitati in nessuna bolletta della luce: i canoni RAI considerati sono da gennaio 2016. Chi non ha pagato a partire da quella data è soggetto a severe sanzioni perché l’Agenzia delle entrate ha tempo 10 anni per fare controlli, superati i quali il pagamento cade in prescrizione.

Dal momento del mancato pagamento si può ricevere una cartella esattoriale salatissima da parte dell’ente di riscossione con tutti le rate saltate addizionate di tasse, maggiorazioni e quant’altro.

Come non pagare canone RAI

Chiunque abbia un contratto di energia elettrica è tenuto al pagamento del canone RAI, a meno che non dimostri di essere privo di apparecchi televisivi in grado potenzialmente di ricevere i segnali della RAI e può farlo mediante un’autocertificazione.

canone rai in bollettaL’esenzione si può richiedere quando, pur essendo titolari di un contratto della luce, non si ha un televisore oppure quando un altro membro del nucleo familiare è già intestatario del canone tv e lo sta pagando.

L’autocertificazione da compilare si trova su Internet nel sito dell’Agenzia delle Entrate e si può inviare sia per via cartacea che per via telematica. Il modulo di esenzione per il canone nel 2017 andava inviato entro il 31 gennaio 2017 per chi ne aveva diritto per l’intero anno ed entro il 30 giugno 2017 per chi ne aveva diritto per il secondo semestre, perché può succedere che uno abbia avuto una tivù e poi se ne sia sbarazzato.

Dal 1 luglio al 31 gennaio 2018 si può richiedere l’esenzione per il canone del 2018 ed è bene ricordare che chi compila l’autocertificazione dichiarando di non avere una televisione ma ce l'ha è perseguibile dalla legge, alla stessa maniera di chi non aveva realmente una televisione e poi l’ha comprata ma ha continuato a non pagare il canone. Qualsiasi modifica va segnalata immediatamente all’Agenzia delle entrate tramite gli appositi modelli messi a disposizione sul sito.

Errori e richieste di rimborso

Può capitare che il canone RAI in bolletta sia stato addebitato per errore e nel momento in cui ci se ne accorge bisogna scaricare il modulo apposito dal sito dell’Agenzia delle entrate e inviarlo compilato per via telematica oppure cartacea mediante raccomandata insieme a una copia della carta d’identità.

Gli addetti preposti faranno delle verifiche e poi, se effettivamente si avrà diritto al rimborso, sarà il gestore elettrico a riaccreditare i pagamenti nella prima bolletta utile.

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